Le Termiti


Le termiti si nutrono della cellulosa presente nel legno e necessitano di un ambiente umido e buio, perciò stabiliscono il loro nido sotto terra e per spostarsi all’esterno alla ricerca di cibo costruiscono dei tunnel formati da terra ed escrementi entro i quali si muovono.

Partendo dal terreno penetrano all’interno degli edifici attraverso i passaggi esistenti nell’ambiente colonizzato: anfratti nelle fondamenta, interstizi in murature, pavimentazioni, canaline elettriche, idrauliche e telefoniche. Vengono attaccati principalmente gli infissi in legno, travi portanti, parquet, soppalchi, manufatti lignei ma anche materiale cartaceo. Il legno attaccato è riconoscibile per il caratteristico aspetto sfogliato, con vari strati sovrapposti intercalati da lacune tappezzate con il tipico cemento (detto legno di sostituzione). La colonia si muove nei cunicoli scavati in materiali friabili o nei caratteristici camminamenti terrosi, costruiti con un apposito materiale per procedere su superfici dure o esposte.


 I Tarli

Sit velit

Gli Anobidi sono tarli che, in fase adulta, presentano un colore che va dal rossastro al bruno scuro.

Tendono ad attaccare manufatti antichi in legno, arredi di abitazioni e chiese, strutture lignee, travi, opere d'arte conservate nei musei, e materiali costituiti da cellulosa, come la carta.I tarli Anobidi causano danni sia di tipo strutturale che estetico. Generalmente, infatti, attaccano l’alburno del legno e, in casi di infestazione molto elevata, le gallerie prodotte possono causare seri danni a travi e capriate. Le opere d’arte, invece, subiscono un danno prevalentemente estetico, per via dei fori di sfarfallamento.Quando i tarli Anobidi attaccano il legno, l’infestazione aumenta in modo costante e si diffonde anche su altri oggetti presenti nello stesso ambiente.

Oltre a danneggiare i manufatti in legno, un'elevata infestazione da tarli Anobidi, può dare vita ai parassiti dei tarli, che pungono l'uomo in maniera dolorosa e causano reazioni allergiche sulla pelle.Il ciclo biologico dei tarli Anobidi ha uno sviluppo abbastanza rapido: dura circa 1-2 anni, ma può subire accelerazioni in ambienti riscaldati.Tra i tarli Anobidi più diffusi, troviamo l'Anobium punctatum e lo Xestobium rufovillosum.L’Anobium punctatum è comunemente conosciuto come “tarlo dei mobili”. La femmina depone dalle 20 alle 40 uova e attacca legno di solai, tetti e mobili antichi, presenti in abitazioni, chiese, edifici storici, musei e magazzini.Lo Xestobium Rufovillosum è il tarlo Anobide più grande, ed è comunemente conosciuto come “orologio della morte”, per via del tipico rumore che provoca, battendo il capo contro le pareti delle gallerie, come richiamo sessuale. La femmina depone dalle 40 alle 200 uova. Tende a provocare danni molto seri su travi, capriate, legno strutturale, mobili e sculture attaccati.

I tarli Cerambicidi si presentano con dimensioni consistenti, rispetto alle altre famiglie di tarli, e sono caratterizzati da antenne portate all’indietro, per questo sono comunemente conosciuti come “capricorni”.Tendono ad attaccare legno stagionato, ma non più vecchio di 80-100 anni, perché non possiedono quelle sostanze in grado di farlo digerire.I tarli Cerambicidi sono considerati i tarli più pericolosi, per via dei danni che causano sul legno:

  • le larve scavano gallerie larghe anche 1 cm;
  • le gallerie si diramano in tutte le direzioni, e il legno attaccato internamente può, a lungo andare, ridursi a semplice ammasso di polvere (rosume);
  • una sola larva può determinare la rottura di una trave, se la sua galleria percorre la trave in piano ortogonale all’asse;
  • scavano le gallerie in profondità, fino a raggiungere il duramen.

La pericolosità di un attacco da tarli Cerambicidi è data dal fatto che non è semplice accorgersi dell’infestazione in atto, in quanto può palesarsi con fori e rosume dopo molti anni. Inoltre, il numero di fori riscontrati può nascondere un’infestazione molto più elevata, poiché diversi tarli adulti possono fuoriuscire dallo stesso foro di sfarfallamento.Le strutture attaccate, quindi, riducono notevolmente la propria resistenza meccanica, rischiando di crollare parzialmente o totalmente, soprattutto se si tratta di strutture portanti.Le infestazioni da tarli Cerambicidi si diffondono molto facilmente, in quanto gli adulti sono ottimi volatori.La durata del ciclo vitale di un solo tarlo può variare da 1-2 a 15-17 anni, a seconda delle temperature e dei valori di umidità dell’ambiente.Uno dei più diffusi tarli Cerambicidi è l’Hylotrupes bajulus, conosciuto come “capricorno delle case”, che tende ad attaccare soprattutto strutture portanti, travi e capriate.







Combattere un’infestazione da tarli e termiti


Un metodo sicuramente green è puntare sulla prevenzione. Cercate di non avere tubi che perdono ed evitate ristagni d’acqua, specie se vicino alle fondamenta e a contatto con il terreno: potrebbero attirare le termiti fuori o dentro casa. Poi bisogna sigillare finestre, porte e crepe. Un altro stepimportante per la prevenzione è conservare legna da ardere, tronchi e rami lontano da casa.
Innanzi tutto bisogna capire se questi insetti si sono già installati a casa nostra lasciando in giro nei punti come cantine, solai e nelle intercapedini dei cartoncini imbevuti d’acqua e impilati l’uno sull’altro.
Le termiti amano la cellulosa e ne sono veramente ghiotte: se queste ‘esche’ si riempiono di animaletti, il segnale è chiaro. Bruciatele in un luogo sicuro e ripetete l’operazione più volte per capire bene da dove vengono.

Ma questo è solo un rimedio fai da te molto blando ed temporaneo: se si vuole risolvere il problema al radice, è assolutamente d'obbligo rivolgersi a ditte specialistiche del settore come la nostra.
Sicuramente uno dei metodi risolutori è il trattamento a caldo.



Soluzione Exterra

Il Sistema Exterra è una procedura modulare e brevettata di monitoraggio e controllo delle termiti sotterranee (Reticulitermes lucifugus), è applicato dalla nostra rete di Tecnici qualificati ed abilitati alla messa in opera degli impianti.

Exterra™ rappresenta una soluzione per il controllo delle termiti, efficace e rispettoso per l’ambiente. È in grado di controllare le infestazioni mediante la distruzione totale dei nidi di termiti sotterranee, offrendo una protezione duratura ed un’azione preventiva.

La sua messa in opera rappresenta un’operazione complessa, Il concetto di base è rappresentato dall’adescamento alimentare mediante esche naturali in legno, monitorate periodicamente; il prodotto insetticida viene impiegato solo nella fase finale di controllo. L’impiego di prodotti chimici è quindi notevolmente ridotto.


Danni provocati sull'uomo


Legno, tarli e dermatiti allergiche sono elementi strettamente correlati tra di loro. Ma sono veramente i tarli del legno a causare le dermatiti allergiche nell’uomo? Può capitare, purtroppo, soprattutto in estate, di ritrovarsi con punture pruriginose di insetti sulla pelle. Individuarne la causa non è semplice, perché si tratta di un periodo stagionale in cui si lasciano le finestre aperte, da cui posso entrare gli insetti più svariati, o si frequentano ambienti all’aperto. La maggior parte delle volte, infatti, si tende a ricondurre la responsabilità di quelle punture alle zanzare tigre, ormai molto diffuse nel nostro paese, ignorando, però, che il reale problema sia già presente in casa e non proviene dall’esterno. Un tale accanimento, infatti, non può essere provocato da una zanzara tigre arrivata occasionalmente. 

Allora di cosa stiamo parlando? Parliamo di punture e morsi da acaro del tarlo del legno, ovvero un piccolissimo artropode, che, da adulto, presenta quattro paia di zampe e un apparato boccale pungente e succhiatore. Infatti, queste dermatiti, chiamate nello specifico “dermatiti da tarlo”, sono sviluppate da coloro che hanno

sostato o abitano in luoghi in cui sono presenti mobili antichi o travi in legno, fortemente infestati da tarli Anobidi.






Ma allora i tarli del legno pungono l’uomo?


I tarli del legno non pungono assolutamente l’uomo: non presentano, infatti, aculei o apparato boccale in grado di pungere o mordere. Sono, tuttavia, la causa indiretta delle punture sulla pelle. Un’estesa infestazione da tarlo Anobide, soprattutto Anobium punctatum e Oligomerus ptilinoides, è causa di sviluppo di parassiti, che si nutrono delle larve dei tarli stessi. Tali acari pungono i tarli e vi iniettano del veleno, a scopo paralizzante e digestivo. Quando i tessuti del tarlo sono liquefatti, il parassita li succhia, nutrendosene. Questo è il meccanismo subìto dall'uomo nel momento in cui lo stesso viene accidentalmente in contatto con tali parassiti. Due acari del tarlo molto diffusi sono Pyemotes ventricosus e Scleroderma domesticum.